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	<title>michelebellingeri.it</title>
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	<pubDate>Tue, 15 May 2012 20:57:43 +0000</pubDate>
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		<title>FRECCIA (7)</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 15:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bellingeri</dc:creator>
		
	<category>Articoli</category>
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		<description><![CDATA[
Ogni &#8220;disvalore&#8221; è un valore.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="305" height="245" src="http://4.bp.blogspot.com/-ZRi6fWXfuAU/TelJCmaUFUI/AAAAAAAABUg/kk8L70NVpLE/s1600/ilustraciones-pinturas-surrealistas-surrealismo-dise%25C3%25B1o-Jacek-Yerka.jpg" /></p>
<p>Ogni &#8220;<strong>disvalore</strong>&#8221; è un <strong>valore</strong>.
</p>
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		<title>GIUDIZIO DEI MERCATI</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 10:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bellingeri</dc:creator>
		
	<category>Articoli</category>
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		<description><![CDATA[
Dio non è morto, ha solo mutato di forma.
Il nuovo Dio moderno è il Mercato.
La nostra vita è totalmente determinata
da questa entità immateriale, autoreferenziale
e monolitica che è il Mercato.
Come dice Costanzo Preve, è il &#8220;giudizio dei mercati&#8221;
che determina l&#8217;agenda politica degli stati occidentali,
- la struttura della società stessa muove secondo i voleri
mercantili, aderendo in modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="319" height="474" src="http://2.bp.blogspot.com/_Y5Vav0Jb4OI/TTHoAD_SddI/AAAAAAAAARc/f6g10PF7Eao/s1600/043.gif" /></p>
<p>Dio non è morto, ha solo mutato di forma.</p>
<p>Il nuovo <strong>Dio moderno è il Mercato.</strong></p>
<p>La nostra vita è totalmente determinata<br />
da questa entità immateriale, autoreferenziale<br />
e monolitica che è il Mercato.</p>
<p>Come dice Costanzo Preve, è il &#8220;giudizio dei mercati&#8221;<br />
che determina l&#8217;agenda politica degli stati occidentali,<br />
- la struttura della società stessa muove secondo i voleri<br />
mercantili, aderendo in modo ineluttabile<br />
ad un modello di capitalismo totalitario di stampo anglosassone.</p>
<p>Tragico è poi <strong>l&#8217;atteggiamento generale<br />
di isteria, di impotenza e fatalismo</strong>, che la<br />
collettività assume nei confronti dell&#8217;andamento<br />
delle speculazioni finanziarie e della borsa.</p>
<p>Subiamo le fluttuazioni dei mercati finanziari<br />
e della borsa nello stesso modo con cui<br />
il contadino dell&#8217;&#8221;Ancien Régime&#8221; viveva le catastrofi<br />
naturali, con la rassegnazione di chi vede il divenire<br />
nelle mani un Dio intemperante e capriccioso.</p>
<p>La borsa come &#8220;cosa in sè&#8221;, la borsa come Fato.</p>
<p>Le elites stesse, politiche ed intellettuali, nonostante<br />
qualche grido scomposto, si adeguano a ciò<br />
che il mercato globale esige.</p>
<p>Ma la borsa non è un organismo autopoietico,<br />
non è un Moloch, è creazione dell&#8217;uomo.</p>
<p>Il <strong>Mercato stesso è fatto da uomini</strong>, e come<br />
tale all&#8217;uomo dovrebbe rispondere.</p>
<p>Come può una nostra creazione, una struttura<br />
composta a tutti gli effetti da uomini, distruggere<br />
l&#8217;uomo stesso?
</p>
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		<title>CON BUONA PACE DI STEVE JOBS</title>
		<link>http://www.michelebellingeri.it/?p=166</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 22:01:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bellingeri</dc:creator>
		
	<category>Articoli</category>
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		<description><![CDATA[
Che la figura di Steve Jobs sia, tra i molti, assurta a
mito, è la prova provata che viviamo tempi imbecilli.
Ma qualcuno crede davvero che i-phone e i-pad siano sti&#8217;
prodigi della storia umana?
A me pare che l&#8217;effetto predominante di questi prodotti
sia il rimbecillimento e la frenesia. Nell&#8217;uomo di massa ma
anche, e purtroppo, nei lavoratori di intelletto.
Quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ioarte.org/img/eventi/Eco-d-arte-moderna.jpg" /></p>
<p>Che la figura di Steve Jobs sia, tra i molti, assurta a<br />
mito, è la prova provata che viviamo tempi imbecilli.</p>
<p>Ma qualcuno crede davvero che <em>i-phone</em> e <em>i-pad</em> siano sti&#8217;<br />
prodigi della storia umana?</p>
<p>A me pare che l&#8217;effetto predominante di questi prodotti<br />
sia il <strong>rimbecillimento e la frenesia</strong>. Nell&#8217;uomo di massa ma<br />
anche, e purtroppo, nei lavoratori di intelletto.</p>
<p>Quando affermo questo in università mi si ribatte<br />
che tali tecnologie hanno il pregio di fornire una enorme quantità<br />
di informazione in tempi brevissimi.</p>
<p>Vero.</p>
<p>Ma la produzione intellettuale non ha bisogno di continui ed incessanti flussi di dati e<br />
di ulteriore connessione, necessita invece di <strong>stimoli mirati e puntuali</strong>.<br />
E poi serve calma, severità, rigore, esercizio e volontà.</p>
<p>L&#8217;&#8221;<strong>eccesso di stimolo</strong>&#8221; tipico del vissuto quotidiano odierno<br />
non favorisce la creatività: piuttosto <strong>distrae e confonde</strong>.</p>
<p>Se il fine è l&#8217;arte, la filosofia, la scienza, ma anche una<br />
riflessione sensata, pulita e comprensibile, <strong>ciò che fa la differenza<br />
non è la  potenza del calcolatore, ma quella del cervello</strong>.
</p>
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		<item>
		<title>INCAPACI DI PROVVEDERE AL PROPRIO SOSTENTAMENTO</title>
		<link>http://www.michelebellingeri.it/?p=164</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 17:39:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bellingeri</dc:creator>
		
	<category>Articoli</category>
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		<description><![CDATA[
La debolezza della società in cui viviamo consta nella distanza dalla base, dalle nostre fondamenta.
La maggior parte degli individui moderni non conosce l&#8217;origine del cibo di cui si foraggia.
Pochi sanno uccidere un animale domestico, eppure la carne viene mangiata da tutti.
Tutti gustano vegetali e derivati, ad esempio i farinacei, ma i coltivatori sono un numero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img height="385" width="389" src="http://blackinkwhitepaper.files.wordpress.com/2011/07/freud_factory-london.jpg" /></p>
<p>La <strong>debolezza della società in cui viviamo consta nella distanza dalla base</strong>, dalle nostre fondamenta.</p>
<p>La maggior parte degli individui moderni non conosce l&#8217;origine del cibo di cui si foraggia.</p>
<p>Pochi sanno uccidere un animale domestico, eppure la carne viene mangiata da tutti.</p>
<p>Tutti gustano vegetali e derivati, ad esempio i farinacei, ma i coltivatori sono un numero esiguo ed in continua diminuzione. L&#8217;individuo medio non conosce nulla della semina o della raccolta del grano o del riso.</p>
<p>Tutti, o almeno quasi, dormono sotto un tetto e giovano quindi dell&#8217;utilizzo di una abitazione. Eppure la massa ignora come un edificio, anche il più semplice, sia costruito.</p>
<p>In quanti saprebbero procurarsi acqua potabile per vie diverse dalle moderne condutture idriche? Poche eccezioni.</p>
<p>Nozioni che la popolazione del primo dopoguerra ancora possedeva e che in pochi decenni sono andate perdute.</p>
<p>La lista potrebbe continuare per diversi beni essenziali come il prodursi un qualche genere di vestiario o calzatura.</p>
<p>L&#8217;esercizio di un artigianato elementare non è cosa da uomini moderni.</p>
<p><strong>Questo perchè nella moderna &#8220;società dei servizi&#8221; il soddisfacimento dei bisogni essenziali è relegato ad alcuni &#8220;ingranaggi&#8221;</strong>, ad alcuni individui, o gruppi di individui<strong>.</strong></p>
<p>Il resto della popolazione è semplice fruitore e consumatore.<br />
L&#8217;<strong>iper-specializzazione</strong> portata dalla &#8220;<strong>progressione tecnica</strong>&#8221; ha ingenerato paradossali condizioni di vita, per cui l&#8217;uomo comune è perfettamente abile nell&#8217;operare con un pacchetto Office, ma del tutto incapace di provvedere ai propri bisogni vitali.</p>
<p>Tutto ciò non è solo deprimente, diviene tragico in una epoca di crisi economiche insanabili come la nostra. In caso di collasso, di totale &#8220;<strong>break-down</strong>&#8221; <strong>del sistema produzione-consumo</strong> in cui ci trastulliamo, nessun saprebbe provvedere al proprio sostentamento.
</p>
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		<item>
		<title>LUSSO E COSA IN SE&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 22:42:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bellingeri</dc:creator>
		
	<category>Articoli</category>
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		<description><![CDATA[
Recita una nuova pubblicità:&#8221;Il lusso per tutti&#8220;.
Questo è un perfetto ossimoro.
Il lusso è esclusivamente per pochi.
Se un bene diviene per molti, semplicemente cessa di
essere lusso.
E&#8217; nella esclusività che si determina, si definisce,
e si individua il lusso.
La storia stessa lo comprova.
Tante merci oggi accessibili alla massa, una volta erano per i
pochi, per i ricchi, ed erano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img height="389" width="255" src="http://www.tinmangallery.com/portraits/queenFreud/freud_queen.png" /></p>
<p>Recita una nuova pubblicità:&#8221;<em>Il lusso per tutti</em>&#8220;.</p>
<p>Questo è un perfetto ossimoro.</p>
<p>Il lusso è esclusivamente per pochi.<br />
Se un bene diviene per molti, semplicemente cessa di<br />
essere lusso.</p>
<p>E&#8217; nella<strong> esclusività </strong>che si <strong>determina</strong>, si definisce,<br />
e si individua <strong>il lusso</strong>.</p>
<p>La storia stessa lo comprova.</p>
<p>Tante merci oggi accessibili alla massa, una volta erano per <strong>i<br />
pochi</strong>, per i ricchi, ed erano sfarzo, ostentazione, lusso.</p>
<p>Se tutti possedessimo una Ferrari, l&#8217;auto finirebbe di identificare<br />
&#8220;i pochi&#8221; che possono permettersela, perdendo cosi ogni carattere elitario.</p>
<p>L&#8217;ennesima prova di <strong>mancanza della &#8220;cosa in sè</strong>&#8220;.</p>
<p>Non esiste un &#8220;<strong>lusso in sè</strong>&#8220;: &#8220;il lusso&#8221; è una relazione del bene con la propria<br />
accessibilità.
</p>
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		</item>
		<item>
		<title>OGNI RIFUGIO E&#8217; UNA PRIGIONE</title>
		<link>http://www.michelebellingeri.it/?p=162</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 13:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bellingeri</dc:creator>
		
	<category>Articoli</category>
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		<description><![CDATA[
Scrivevo:
&#8220;Ogni rifugio è anche una prigione&#8220;.
Ed intendevo che tutto ciò che protegge allo stesso
tempo vincola e comprime.
Ogni condizione che rimanda &#8220;sicurezza&#8220;, che fa leva sul nostro
istinto di protezione, nel medesimo ci costringe entro limiti,
produce abitudine ad essa, genera dipendenza ad essa, -persuade e tranquillizza.
Tale &#8220;riparo&#8221; può diventare il nostro limite, può ridurre la nostra energia,
restringere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img height="230" width="321" src="http://www.myexl.it/public/img_articoli/704/ligabue1.jpg" /></p>
<p>Scrivevo:</p>
<p>&#8220;<strong>Ogni rifugio è anche una prigione</strong>&#8220;.</p>
<p>Ed intendevo che tutto ciò che protegge allo stesso<br />
tempo <strong>vincola e comprime</strong>.</p>
<p>Ogni condizione che rimanda &#8220;<strong>sicurezza</strong>&#8220;, che fa leva sul nostro<br />
istinto di protezione, nel medesimo ci <strong>costringe entro limiti</strong>,<br />
produce abitudine ad essa, genera dipendenza ad essa, -persuade e tranquillizza.<br />
Tale &#8220;<strong>riparo</strong>&#8221; può diventare il nostro limite, può ridurre la nostra energia,<br />
restringere la libertà di azione: frenare il libero e più largo sviluppo individuale.</p>
<p>Si deve sempre diffidare della circostanza che preserva<br />
e tutela, perchè <strong>chi ci protegge, ugualmente<br />
ci possiede</strong>.
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>INTELLETTO E POPOLARITA&#8217;</title>
		<link>http://www.michelebellingeri.it/?p=161</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 10:24:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bellingeri</dc:creator>
		
	<category>Articoli</category>
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		<description><![CDATA[
Se si vuole esprimere una cultura alta, non si può ambire al successo.
Tanto più la produzione intellettuale è di valore, tanto meno
diventano gli individui in grado di comprenderla.
Per questo motivo un grande pensatore
è anche generalmente misconosciuto dalla massa.
Per lo stesso motivo intellettuali mediocri,
che scimmiottano idee appetibili dalla moltitudine,
raggiungono enormi popolarità.
Gusti fini mal si addicono ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img height="379" width="474" src="http://www.massimosperoni.it/opere/pittura/1991/il_pensatore_2.jpg" /></p>
<p>Se si vuole esprimere una cultura alta, non si può ambire al successo.<br />
Tanto più la produzione intellettuale è di valore, tanto meno<br />
diventano gli individui in grado di comprenderla.</p>
<p>Per questo motivo un grande pensatore<br />
è anche generalmente misconosciuto dalla massa.</p>
<p>Per lo stesso motivo intellettuali mediocri,<br />
che scimmiottano idee appetibili dalla moltitudine,<br />
raggiungono enormi popolarità.</p>
<p>Gusti fini mal si addicono ad un largo pubblico&#8230;
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>ARTE E MODERNITA&#8217;</title>
		<link>http://www.michelebellingeri.it/?p=160</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 10:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bellingeri</dc:creator>
		
	<category>Articoli</category>
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		<description><![CDATA[
Pirandello, riferendosi alla modernità in senso generale, dette una precisa descrizione dell&#8217;arte contemporanea che, nella maggior parte dei casi, non è altro che sensazione, pubblicità e marketing.
&#8220;Moderno è nuovo per forza, chi non ha originalità e vorrebbe dimostrar d&#8217;averne, e necessariamente lo dimostra per via di stravaganze e di stramberie, di stolti arbitri e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://isaac.guidasicilia.it/foto/news/arte/bosco_amore_guttuso_N.jpg?0.4519621263794948" /></p>
<p>Pirandello, riferendosi alla modernità in senso generale, dette una precisa descrizione dell&#8217;arte contemporanea che, nella maggior parte dei casi, non è altro che sensazione, pubblicità e marketing.</p>
<p>&#8220;<em>Moderno è nuovo per forza, chi non ha originalità e vorrebbe dimostrar d&#8217;averne, e necessariamente lo dimostra per via di stravaganze e di stramberie, di stolti arbitri e di goffi infingimenti. Perchè tutta questa modernità&#8230;è artificio e non arte.</em>&#8221;</p>
<p>Una bella interpretazione della differenza tra arte e moderna ed antica è questa di Sgarbi:</p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;arte antica era difficilissima  da realizzare e facile da capire. L&#8217;arte moderna è facilissima da realizzare e di difficilissima comprensione</em>&#8220;.</p>
<p>Se l&#8217;arte riflette il proprio tempo, allora il contemporaneo è un pomposo contenuto vuoto.
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>ALTRUISMO, DISINTERESSE ED EGOISMO (3)</title>
		<link>http://www.michelebellingeri.it/?p=159</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 14:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bellingeri</dc:creator>
		
	<category>Articoli</category>
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		<description><![CDATA[
L&#8217;egoismo può essere segno di un carattere
forte e si ritrova, al solito, nelle personalità autonome,
che non necessitano, o che non ritengono di necessitare,
dell&#8217;altro e dell&#8217;aiuto del prossimo.
Come spiegavo negli scritti precedenti, l&#8217;apologetica
dell&#8217;altruismo è diffusa nella massa, in chi temendo di non poter
fare da solo, come forma di protezione esalta (nell&#8217;altro) l&#8217;aiuto,
il disinteresse, la cura del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img height="383" width="289" src="http://autoritratti.files.wordpress.com/2009/10/balthus-autoritratto-1940.jpg" /></p>
<p>L&#8217;<strong>egoismo può essere segno di un carattere<br />
forte</strong> e si ritrova, al solito, nelle personalità autonome,<br />
che non necessitano, o che non ritengono di necessitare,<br />
dell&#8217;altro e dell&#8217;aiuto del prossimo.</p>
<p>Come spiegavo negli scritti precedenti, <strong>l&#8217;apologetica<br />
dell&#8217;altruismo è diffusa nella massa</strong>, in chi temendo di non poter<br />
fare da solo, come forma di protezione esalta (nell&#8217;altro) l&#8217;aiuto,<br />
il disinteresse, la cura del prossimo, la vicinanza, il mutuo soccorso.</p>
<p>Se si è consci è sicuri dei propro mezzi, <strong>se si ritiene di poter fare da soli</strong>,<br />
se si &#8220;<strong>gusta&#8221; il riuscire senza aiuto alcuno</strong>, ciò<br />
che gli altri possono darci non solo non è fondamentale,<br />
ma diviene un disvalore perchè corrompe il sapore<br />
della vittoria.</p>
<p>Ma il mio ragionamento non è volto a screditare<br />
&#8220;<strong><em>in toto</em></strong>&#8221; l&#8217;altruismo e le forme di morale<br />
che innalzano &#8220;l&#8217;aiuto del prossimo&#8221; a Valore.<br />
L&#8217;elogio dell&#8217;altruismo svolge una funzione importante<br />
nel rassicurare le masse, è utile nella formazione e nel consolidamento<br />
dei rapporti sociali, è alla base del vicinato comunitario, coinvolge e catalizza<br />
la collettività.</p>
<p>Ciò che mi interessa è chiarire le cause capaci di<br />
creare nell&#8217;individuo  <strong>una certa morale</strong>.</p>
<p>Se si è insicuri e pavidi<br />
si magnificherà la generosità, la bontà, l&#8217;umanità, il disinteresse,<br />
l&#8217;abnegazione, <em>in summa</em> si glorificherà tutto ciò che <strong>gli altri possono fare per noi</strong>.</p>
<p>Se si è risoluti, volitivi, liberi, autarchici si esalterà &#8220;<strong>il fare da soli</strong>&#8220;, la forza, il senso del possesso, e si sarà per questo tacciati dalla massa di egoismo.
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>ESSERE PER LA MORTE?</title>
		<link>http://www.michelebellingeri.it/?p=158</link>
		<comments>http://www.michelebellingeri.it/?p=158#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 11:01:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bellingeri</dc:creator>
		
	<category>Articoli</category>
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		<description><![CDATA[
Può davvero Heidegger donarci la soluzione, può l&#8217;individuo &#8220;essere-per-la-morte&#8220;?
Vivere per morire non è forse il massimo della &#8220;contronatura&#8220;?
L&#8217;uomo, in realtà, vive come fosse eterno, come fosse immortale&#8230;

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.terrain.org/columns/7/images/bull_hill-heidegger.jpg" /></p>
<p>Può davvero Heidegger donarci la soluzione, può l&#8217;individuo &#8220;<strong>essere-per-la-morte</strong>&#8220;?</p>
<p>Vivere per morire non è forse il massimo della &#8220;<strong>contronatura</strong>&#8220;?</p>
<p>L&#8217;uomo, in realtà, vive come fosse eterno, come fosse immortale&#8230;
</p>
]]></content:encoded>
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