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Giugno 21st, 2007

LA TECNICA HA UCCISO DIO (MA ANCHE IL COMUNISMO)

Oggi vado sul difficile.
Ripropongo un sunto di una lezione magistrale di Emanuele Severino, utile nel comprendere la mia convinzione secondo cui la Tecnica si eleva al rango di Dio, sgominando le ideologie e le deità tradizionali.

Nel corso della storia si rileva una tendenza, costante e ripetuta, dei mezzi a trasformarsi in fini, degli strumenti a diventare scopi.

Ogni grande ideologia (Cristianesimo, Islamismo, tutti i grandi monoteismi, compresi quelli razionali e atei: Comunismo, Socialismo e Capitalismo) vuole e crede di utilizzare la Tecnica secondo i propri scopi, come strumento per realizzare fini, per trasformare il mondo a propria immagine e volontà.

La società si costituisce quindi in un sistema governato dalla Ideologia e servito dalla Tecnica.

Ma all’interno del sistema sorge una contraddizione: il potenziamento del mezzo, cioè la libera evoluzione della Tecnica, collide con l’Ideologia di dominio, ed ineluttabilmente, l’Ideologia soccombe.

-Il mezzo annienta il fine e diventa fine lui stesso.-

Questo è quello che è stato per il Cristianesimo ed il Comunismo e sarà per il Capitalismo e l’Islamismo.

Il “sistema comunista” non è morto come dice l’anticomunismo di maniera per la mancanza di libertà al proprio interno, per sollevazioni popolari, o ancora nel miraggio dell’occidente prospero e felice; queste sono motivazioni residuali. Il Comunismo è crollato perché inefficiente nell’amministrare la Tecnica rispetto all’ideologia capitalista concorrente.

Detto in altri termini, l’economia libera consentiva uno sviluppo maggiore e più rapido della Tecnica di quanto riuscisse a fare la rigida economia pianificata di stampo sovietico. Il libero mercato è più competitivo, più efficiente, più produttivo.

Scritto da Michele Bellingeri in Articoli alle 12:49 PM CEST

Giugno 16th, 2007

LA TECNICA HA UCCISO DIO

Il profondo processo di laicizzazione della società contemporanea, tanto deplorato dai cattolici e dai conservatori, non è conseguenza esclusiva della distruzione degli Immutabili operata dalla filosofia moderna, ma è prima di tutto il risultato della sconfitta del Dio tradizionale per mano della nuova divinità: la Tecnica.

La Tecnica da mezzo nelle mani dell’uomo, per la realizzazione dei fini posti, è divenuta il fine, - l’ “Eschaton”- dell’intero agire umano.

Cosa vede, cosa vuole, in cosa crede l’Umanità per il suo futuro?

Tecnologia.
Competenze, metodi, strumenti, macchine, procedure, apparati- capaci di alleviare, migliorare, salvare, elevare la vita dell’uomo.

La società, o meglio il Sistema, pone come suo unico “centro” il potenziamento della Techne.
Il motore, l’organo direzionale, di tale processo di potenziamento, è l’ Economia.

Notava agli inizi del 19° secolo il genio di Giacomo Leopardi:

Nell’età delle macchine - dove non gli uomini ma le macchine, si può dire, trattano le cose umane e fanno le cose della vita - la tecnica è l’illusione che prende il posto dell’illusione di Dio“.

Scritto da Michele Bellingeri in Articoli alle 12:09 AM CEST

Giugno 9th, 2007

LA VOLPE E L’ UVA

Ricordate questa favoletta:

Una volpe affamata vide dei grappoli d’uva che pendevano da un pergolato, e tentò di afferrarli.
Ma non ci riuscì. “Robaccia acerba!” disse allora tra sé e sé; e se ne andò. Così, anche fra gli uomini, c’è chi, non riuscendo per incapacità a raggiungere il suo intento, ne dà la colpa alle circostanze
. “

Esopo, XXXII; Fedro, IV, 3.

Utile racconto caro Esopo, - ma a morale rovesciata!

Niente è più saggio che credere “libertà” ciò che è “necessità”: il ritenere “libera scelta” quello che invece è “contingenza”.

Vi pare sensato desiderare ciò che non si può avere?

Saggia la volpe che dispregia ciò che non ha, e felice chi brama quello che già possiede.

Ultimamente, leggendo in modo sparso Pirandello, ho scoperto che condivide le mia opinione:

Avete voi riso della favola della volpe e l’uva? Io no, mai. Perché nessuna saggezza mi è apparsa più saggia di questa, che insegna a guarir d’ogni voglia disprezzandola.”

Scritto da Michele Bellingeri in Articoli alle 3:15 AM CEST

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