
Il carteggio elettronico si nutre delle catene di san Antonio.
L’origine è Uno. Questo gira la mail ad un gruppo di conoscenti e chiede che i destinatari facciano lo stesso, ed il bacino di ricezione si allarga in modo esponenziale. Se questi messaggi hanno successo il loro circolare è quasi infinito.
Tra queste odiosissime lettere mi è capitato di ricevere più volte una protesta diretta al cartello dei petrolieri colpevoli di mantenere ingiustificatamente alto il prezzo del carburante, -benzina, metano, o diesel che sia.
Il messaggio, firmato da alcuni gruppi ambientalisti, e forse da Beppe Grillo, è di una doppiezza insostenibile.
Ma l’uso della benzina inquina o no?
È sensato da ecologisti chiedere la riduzione del prezzo al consumo dei combustibili fossili quando questi sono causa dell’effetto serra, della acidificazione delle piogge, dell’inquinamento dell’aria, di una cospicua frazione delle morti umane, della cementificazione estesa del territorio, di polluzione varia e diffusa, ecc ecc…?
La benzina costerebbe dieci volte se nella tariffa odierna fossero annoverate quelle che il tecnicismo economico chiama esternalità, cioè i costi (o meglio i danni!), che l’utilizzo di un bene arreca agli individui, alla società, ed all’ambiente.
Scritto da Michele Bellingeri in Articoli alle 6:47 PM CEST

Senza sosta, senza possibilità di tregua, inseguiamo un incondizionato, dissennato “fare”.
Si parte con il lavoro, poi pausa pranzo ed allenamento in palestra, poi di nuovo lavoro; finita la giornata lavorativa ci sono le lezioni di lingua straniera o di ballo latino, poi cena, magari al ristorante, e per finire un bel film al cinema, o un concerto, o nella peggiore delle ipotesi la televisione. Nel fine settimana spazio agli hobby, ad ogni tipo di attività “creativa” ed alla moda, alle “passioni”, ai passatempo (sich…come se il tempo dovesse essere incoraggiato nel suo ineluttabile rapidissimo scorrere, o come se saturandolo se ne potesse carpire l’essenza).
Non ci si può fermare, non si può perdere l’attimo, perché l’operosità, il moltiplicarsi degli stimoli e delle competenze, deve essere totale ed incessante.
Chi si ferma è perduto.
Ed in questo “continuo fare”, in questa frenesia, perdiamo la vita, che scorre lontana, nascosta ed inarrestabile.
Louis Robert Stevenson diceva: “L’attività frenetica, a scuola o in università, in chiesa o al mercato, è sintomo di scarsa voglia di vivere. La capacità di stare in ozio implica una disponibilità e un desiderio universale, e un forte senso di identità personale.”
Scritto da Michele Bellingeri in Articoli alle 6:59 PM CEST

Il “progressismo ecologista” è una antinomia.
Il progressista vuole la tecnica per la massa, ne pretende la più ampia distribuzione, volontà che contraddice ogni sensata politica ambientale.
Immaginate se tutta la popolazione del globo potesse disporre della potenza pro-capite dell’americano medio: stesso consumo di energia, cementificazione, numero di automobili, rifiuti, ecc…
La terra sarebbe implosa da un pezzo.
La tragedia ambientale dello sviluppo cinese ed indiano consiste in questo, nell’omologarsi delle condizioni di vita tra Est ed Ovest, milioni di asiatici che fino a poco tempo fa scarpinavano per le campagne ora godono della comoda e mefitica automobile.
Attenzione all’umanitarismo, quasi sempre nasconde una enorme ipocrisia, perché se si invoca lo “sviluppo” dell’Africa (sviluppo?! Mai ad una parola è stato declinato il significato in modo tanto erroneo) ci si deve poi assumere la responsabilità di diminuire i propri consumi, magari eliminando l’uso dei mezzi a motore, o le trasvolate di fine settimana a Londra e Madrid, che in termini di emissioni sono pari all’uso annuale di un autocarro.
Scritto da Michele Bellingeri in Articoli alle 10:04 AM CEST