
“E’ necessario stimolare i consumi per aiutare l’economia!”
Quante volte avete ascoltato questa assurda sentenza?
Infinite. E ieri l’ennesima.
Un noto economista lamentava la
crisi dell’alimentare: la gente mangia meno pane e pasta
ed il sistema soffre.
Ma si deve mangiare per sostenere l’economia?
O forse si mangia per bisogno, per vivere, per gusto?
Mi pare che l’occidente sia già bello e grassottello, servirebbe una
dieta semmai.
E’ la storica e degenerata inversione tra “fine” e “mezzo” evidenziata da
Emanuele Severino: si dovrebbe produrre in base ai
bisogni e ci si ritrova a determinare i bisogni in funzione della produzione.
L’economia doveva essere il “medium” [tecnico] per soddisfare i fini dell’uomo,
ed è ora invece la variabile indipendente, il valore che dirige la
società e l’intera storia umana.
Oggi è l’individuo che soddisfa i bisogni dell’economia.
Si “fa” ciò che è utile al sistema produzione-consumo, nulla importano
le reali necessità dell’uomo.
Di questa follia ne paghiamo caro il prezzo. In sofferenza.
Lyotard, il primo post moderno, ricorda:
“Il progresso non risponde ai bisogni, li crea.”
Scritto da Michele Bellingeri in Articoli alle 2:54 PM CEST