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Agosto 10th, 2008

OLIMPIADI E PERE

La sceneggiata olimpica prosegue.

Il CIO ha impedito la partecipazione alla atleta Thanou per aver evitato il controllo antidoping alle passate olimpiadi ateniesi. Tralasciando che la Thanou, per ovviare i test medici, ha pateticamente simulato un incidente stradale, esiste forse anche un solo atleta di livello che non fa uso di sostanze illecite?

No. E questo lo sanno tutti.

Se si dovessero squalificare “de rigueur” i dopati, alla finale dei 100 m uomini potrebbe partecipare mia madre.

Nel conservare questa finta e puzzolente aura di “sana sportività” [de Coubertin si contorce nella tomba] perseguono l’ipocrisia: si propone una squalifica sporadica ed esemplare (sempre all’interno di meccanismi e giochi di potere) e nel contempo si convalidano gare in cui nessuno è regolare.

Debellare il doping è impossibile, e non rientra nei sinceri propositi degli organismi sportivi internazionali proprio perché è funzionale all’assetto economico-spettacolare dello sport: se nessuno facesse uso di anabolizzanti e affini le prestazioni dimezzerebbero e “l’appeal” delle manifestazioni di conseguenza.

Si devono abolire i controlli.

Almeno questa pantomima disgustosa finirebbe, e gli atleti potrebbero praticare le “loro integrazioni”, immorali o meno che siano, senza sotterfugi, finti nascondimenti, bustarelle, cospirazioni, ecc…

No ai sepolcri imbiancati.

Scritto da Michele Bellingeri in Articoli alle 2:35 PM CEST