
Se esiste un aspetto disgustoso dell’evoluzione che la società
ha subito negli ultimi 10 anni è l’applicazione,
fino alla comicità, della “doppia morale“.
Il povero è schiantato e tartassato dalla legge dove al ricco
è invece concesso tutto.
La prostituzione ne è buon esempio.
Il disperato che per recuperare una scopata, o spesso
anche solo la vicinanza femminile (che il neo illuminista
Umberto Eco considera bisogno fondamentale dell’uomo),
deve caricare una sgangherata mignotta da strada,
viene punito, ridicolizzato e multato con cifre folli.
Il ricco che va a puttane di lusso e si permette
escort e bamba per migliaia di euro nisba. Intoccato.
Daccordo che la prostituzione di “altà qualità” è pratica quotidiana
di politici e imprenditori, e quindi la cosa è gestita nei loro interessi,
ma ciò non significa che lo sfigato e plebeo non possa nutrire i
medesimi istinti, identiche essenziali pulsioni a cui, in un qualche modo,
deve dare soddisfazione.
Essendo cultore della difference, potrei pure giustificare una doppia morale
se questa indicasse a chi dispone di più larghi diritti una proporzionata
e superiore quantità di doveri, come in passato competeva al nobile
o al militare.
Non è accettabile oggi, dove al potente che si muove
sopra le leggi (e che sempre più spesso è un “nessuno” a cui è capitata
sotto il culo una discreta quantità di denari), non si chiede un minimo
senso estetico, nessuna finezza, nessuna distanza, nessuna responsabilità.
Posted by Michele Bellingeri in Articoli