
La filosofia antica tentava il confutamento della religione per mezzo della logica.
Voleva scovare il Falso dove Dio poneva il Vero.
Famoso è il “paradosso dell’onnipotenza“: “Se Dio è onnipotente e può tutto, deve essere capace di creare qualcosa che anche Dio stesso non può distruggere. Ma una volta generato questo magnifico e indistruttibile oggetto anche Dio non potrà più niente contro di esso e perderà la sua onnipotenza“.
Perfino Cartesio prese seriamente riflessioni di questo tipo e ciò lascia intendere l’importanza che rivestivano ancora nella opinione della filosofia moderna.
Oggi sono solo un “divertissement” e nessun filosofo di livello prende sul serio la logica pura come strumento di indagine o di critica.
Per questo sulla scia di Nietzsche “non si deve criticare la religione in quanto falsa, ma in quanto dannosa“.
Perchè la misura delle cose non risiede nella loro veridicità, ma nella loro utilità.
Cosa è utile: ciò che vivifica, tutto quello che da energia, che accresce la volontà, che ci eleva, che ci rende più forti.
Posted by Michele Bellingeri in Articoli